venerdì 15 gennaio 2010

Lo stato che ha abdicato

Giusto per incrementare la categoria MERDA, ma anche per iniziare a pienare questo spazio, riporto un post fatto mesi fa sul mio blog principale.

A questo giro sono possibili i commenti.
Prego astenersi bigotti e baciapile.

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Lo stato ha abdicato.

Questo pensiero mi insegue da tanto tempo in maniera informe e solo da poco si è concretizzato in un concetto che sta alla base di tutta l'ingerenza religiosa che viene perpetrata ai danni della Repubblica Italiana.

Capisco quanto questo concetto possa apparire forte ma con un po' di ragionamenti si riesce ad arrivare al nocciolo della questione.

Per fare ciò voglio scomodare l'articolo 3 della nostra Costituzione .

Art. 3.

Tutti i cittadini hanno pari dignità sociale e sono eguali davanti alla legge, senza distinzione di sesso, di razza, di lingua, di religione, di opinioni politiche, di condizioni personali e sociali.

È compito della Repubblica rimuovere gli ostacoli di ordine economico e sociale, che, limitando di fatto la libertà e l'eguaglianza dei cittadini, impediscono il pieno sviluppo della persona umana e l'effettiva partecipazione di tutti i lavoratori all'organizzazione politica, economica e sociale del Paese.

Questo articolo è un capolavoro per la semplicità con cui è stato scritto, così come lo è tutta la Costituzione. Afferma, nella sua prima parte, i diritti di eguaglianza e di dignità sociale senza esclusione per ragioni esterne al semplice fatto di essere cittadini italiani. Nessuno è più uguale degli altri afferma l'articolo 3 e dopo questo preambolo impegna la Repubblica a fare in modo che questo sia rispettato rimuovendo gli ostacoli di ordine economico e sociale per garantire il rispetto della persona e per permettere al cittadino di poter contribuire alla vita della Repubblica.

Tenete bene in mente questo articolo e immaginate la vita di un italiano medio, a partire dalla sua infanzia.

Normalmente, passato il periodo di asilo e di scuola materna ed avviato alla scuola dell'obbligo, nel tempo libero un bambino ha necessità di esprimersi, in maniera individuale ma, sopratutto, in forma sociale, avviando quella complessa struttura di legami che porteranno alla formazione della personalità e del cittadino.

È già in questa prima fase, delicatissima, che lo stato ha abdicato decidendo di non occuparsi del suo ruolo di garante che invece viene sancito dall'articolo 3 della costituzione.

In maniera silente, senza dichiarazioni roboanti, la Repubblica di fatto ha delegato alle istituzioni ecclesiastiche, nella forma degli oratori, l'onere dell'educazione dei futuri cittadini che, invece di vivere le proprie esperienze in maniera laica e neutrale, vengono formati in un ambiente dove l'aspetto religioso diventa una componente fondamentale per le scelte future di queste persone. I cittadini così formati saranno incapaci di avere un vero libero arbitro in quanto le loro scelte verranno sempre condizionate dal filtro fornito dal credo cattolico.

Alla luce di queste considerazioni, tenendo conto anche di tutti gli stadi formativi successivi, è quindi palese come qualsiasi azione di critica da parte della politica alla chiesa venga bloccata sul nascere non dalle gerarchie ecclesiastiche ma da coloro che sono stati educati al rispetto e all'obbedienza di codeste.

lo stato che ha abdicato è il primo colpevole dell'ingerenza delle gerarchie ecclesiastiche verso la nostra nazione. Non è quindi un atto di arroganza l'azione di controllo della chiesa sullo stato ma una semplice conseguenza di una cattiva gestione da parte di quest'ultimo nella formazione dei cittadini.

L'azione di rinascita laica deve quindi essere operata dal basso con spazi formativi laici dove ai bambini si possa insegnare ad essere dei buoni cittadini.

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